Bookshelf / Bookchair è libreria e sedia insieme.
Fra le linee rette dei ripiani della libreria si mimetizza il profilo sinuoso di una sedia costruita con un pannello ondulato di MDF laccato che forma in continuità seduta e schienale.
Questo curioso arredo ibrido potrebbe essere adatto ad un piccolo spazio: la sedia infatti può essere estratta solo quando serve.
Bookshelf / Bookchair è stata disegnata da Sou Fujimoto.
In questo arredo l’architetto giapponese racconta con il linguaggio astratto e minimalista del design la relazione che si instaura fra un libro e chi lo legge.
Il lettore sceglie il libro nella libreria, estrae la sedia, si accomoda e si immerge nella lettura.
Un unico mobile assolve quindi contemporaneamente a due funzioni diverse dialogando con l’ambiente in modo attivo e dinamico a seconda della modalità di utilizzo.
Alias sembra avere una particolare sensibilità per la contaminazione delle funzioni e gli arredi ibridi.
Infatti, oltre a Bookshelf / Bookchair, questo brand ne propone altri.
Lo studio di design Nendo ha infatti disegnato per Alias Flow Bowl, una serie di tavoli ibridi dove, con un gioco di volumi contrastanti, il tavolo vive in simbiosi con un vaso.
Anche qui il design fissa come in uno stop frame un frammento di un’azione dinamica: il ripiano del tavolo sembra fluire come un liquido nella ciotola lungo le linee sottili della struttura.
I tavoli Flow Bowl sono proposti da Alias in diverse forme e dimensioni per assolvere a varie funzioni: coffee table, side table, console.
La struttura in acciaio può essere verniciata in bianco, grigio e grigio grafite.
I piani e i contenitori sono realizzati in poliuretano verniciato nella stessa finitura della struttura.
La Sedia di Chiavari, conosciuta anche come “Chiavarina”, fu inventata nel 1807 dall’ebanista Giuseppe Gaetano Descalzi.
Questa sedia ebbe subito un grande successo non solo per il suo disegno innovativo privo degli eccessi decorativi tipici dell’epoca ma anche per la sua robustezza nonostante il peso di appena un chilogrammo.
Dal 1963 F.lli Levaggi, azienda familiare che da oltre tre generazioni lavora il legno, continua a costruire con grande passione questa sedia considerata un capolavoro della storia delle arti minori.
Tutte le fasi di lavorazione sono eseguite a mano nel laboratorio di Chiavari seguendo ancora oggi il delicato processo produttivo messo a punto da Descalzi due secoli fa nella sua bottega.
Il faggio, il ciliegio, il frassino e l’acero ricavati da piante che crescono spontaneamente nell’appennino ligure sono accuratamente selezionati da F.lli Levaggi che ne segue anche la stagionatura, fase fondamentale per garantire la qualità e la durata della materia prima.
L’impagliatura è realizzata direttamente sulla sedia assemblata intrecciando filamenti sottili e resistenti di giunco indonesiano.
Se volete approfondire l’appassionante storia e le peculiarità del processo produttivo della Sedia di Chiavari, trovate tante altre informazioni interessanti nel sito di F.lli Levaggi.
Accanto alla grande attenzione nel tramandare la tradizione, F.lli Levaggi si dedica però anche alla sperimentazione e alla ricerca formale.
Attraverso la collaborazione con noti designer, negli anni la Chiavarina è stata rivisitata con tante nuove versioni che hanno mantenuto vivo e attuale un prodotto che ancora oggi è eccellenza del Made in Italy.
Chiavarina Supercolor, protagonista del coloratissimo stand di F.lli Levaggi all’ultimo Fuorisalone di Milano, è un esempio di queste rivisitazioni.
In questo caso la Sedia di Chiavari è stata oggetto di un restyling energetico e di forte impatto firmato dal giovane designer Davide Conti: i vari elementi che compongono la struttura della sedia evidenziati con colori vivaci sottolineano il particolare gioco di incastri.
Chiavarina Supercolor
All’ultimo Salone del Mobile di Milano il brand di Valencia Viccarbe ha presentato le nuove sedute Aleta.
La collezione firmata dal designer spagnolo Jaime Hayon prende spunto dalla fisionomia degli squali.
Il design è infatti caratterizzato da linee fluide e da superfici lisce. La scocca imbottita appoggia su un’esile e slanciata struttura in tondino metallico.
La curvatura delle gambe anteriori viene ripresa nello schienale che ricorda la forma della pinna degli squali.
La collezione Aleta è composta da sedie e sgabelli. La seduta imbottita può essere rivestita in tessuto o pelle mentre la struttura in metallo è proposta nei colori bianco, nero, blu e sabbia.
La sedia è disponibile anche in una versione più classica con base e gambe in legno.
Le sedute Aleta sono adatte per arredare hotel, ristoranti e uffici ma anche spazi privati.
All’ultimo Salone del Mobile di Milano Kartell ha presentato molti nuovi prodotti fra cui la poltroncina Matrix Chair progettata dal designer Tokujin Yoshioka.
La seduta dimostra la capacità del brand Kartell di esplorare nuovi stili attraverso la continua sperimentazione delle potenzialità dei nuovi materiali e delle tecniche produttive più innovative.
La scocca è stata infatti realizzata in resina acrilica con una particolare tecnica di stampaggio a iniezione messa a punto da Kartell.
Matrix Chair è composta da una struttura in esile tondino metallico su cui appoggia una scocca dalla forma morbida e arrotondata che ha un aspetto estremamente leggero e raffinato.
La superficie traforata a doppio strato della scocca sembra riprodurre l’effetto delicato di una rete elastica in tensione.
Guardando la poltroncina da punti di vista diversi, la presenza del doppio strato di materiale crea giochi di trasparenze e texture cangianti.