Le librerie “a totem” sono scenografiche e poetiche perché i libri sembrano star su per magia ma sono anche molto funzionali perché permettono di riporre tanti libri in uno spazio molto ridotto. La più famosa è senz’altro Ptolomeo di Bruno Rainaldi per Opinion Ciatti: bianca, nera e inox, tre altezze da terra e tre da muro, anche nelle versioni ancora più capienti X2 o X4. Sapiens, sempre di Bruno Rainaldi ma prodotta da Sintesi, è un’alternativa più economica in metallo verniciato. Sono disponibili molti colori, tre diverse altezze e la versione dotata di luce. E poi ci sono le bellissime Babel, Skatola e Ghost di Motus Mentis, in acciaio. Tanti i colori (fra cui una bella finitura ruggine) che si possono anche combinare insieme.
Per costruire una libreria con il massimo della libertà e la possibilità di raggiungere anche grandi dimensioni, i sistemi a modulo sono l’ideale. Eccone tre molto versatili ma completamente diversi dal punto di vista formale. Libre di Massimo Mariani per Targa Italia, disponibile in tre tipi di legno e alluminio e in laccato colorato opaco e alluminio, permette di ottenere configurazioni molto diverse in quanto il modulo può essere ruotato secondo due assi dando luogo a otto diversi posizionamenti. Fluid di Arik Levi per Desalto è invece un modulo in tondino di acciaio assemblabile in orizzontale e verticale grazie a invisibili ganci in plastica. E infine Kubica di Motus Mentis è un sistema di contenitori in acciaio con struttura autoportante; i parallelepipedi di varie misure e profondità permettono di costruire composizioni molto mosse, quasi scultoree.